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Miloš Forman, l’artista libero

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Qualche mese fa ho avuto uno strano impulso. Mi sono ricordata che esisteva un uomo di nome Miloš Forman e mi è venuta voglia di fargli sapere che esistevo anche io, e che uno dei suoi film aveva letteralmente creato uno strappo tra la mia infanzia e il resto della mia vita fino a questo momento. Mi sono detta: “fai presto, non è tanto giovane. Se non ci provi adesso, potresti non averne più occasione e te ne pentiresti”. E così ho trovato il suo sito ufficiale e i contatti del suo management. Prima ho provato a scrivere al manager americano: nessuna risposta. Allora ho scritto alla manager ceca: niente. Ho lasciato perdere, dicendomi che probabilmente erano indirizzi vecchi, o che magari lui non voleva essere disturbato. Ho lasciato perdere e mi sono rassegnata.

E poi ieri mattina ho aperto Facebook e ho visto un’immagine da Qualcuno volò sul nido del cuculo, postata da una mia amica con queste due semplici parole: “Ciao Miloš”. Sono andata subito a cercare notizie ed era proprio così. Ed ecco un florilegio di immagini da Amadeus che riempiono la mia bacheca, e naturalmente mi inserisco anch’io in questo bellissimo torrente di affetto. Per un attimo mi sembra di aver voglia di piangere, ma mi dico: “non si può piangere per una persona che manco hai mai incontrato”. E poi penso che invece si potrebbe, perché io ho incontrato la sua arte e mi ha sempre segnata, in un modo o nell’altro. Mi sconvolge la sua incredibile capacità di descrivere come funziona l’essere umano, in tutta la sua bassezza e in tutta la sua genialità, sempre con lo stesso straordinario amore. Ogni volto all’interno dei suoi film significa qualcosa, ogni personaggio resta incastonato nella mente, anche se gli vengono concesse tre battute.

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Miloš Forman, “Larry Flynt”, 1996
(Credits: The People vs. Larry Flynt © Columbia Pictures e altri 1996)

E mi tornano in mente scene come quella del funerale di Andy Kaufman in Man on the Moon, in cui dietro al corpo di quell’uomo assurdo c’è un vivissimo Andy su grande schermo che invita tutti a cantare con lui. O il modo delicatissimo e agrodolce in cui ha saputo trasformare Le relazioni pericolose in Valmont, con la sensibilità di dare a Madame de Tourvel una nuova possibilità di vita. O quel capolavoro sottovalutatissimo che è Larry Flynt, costellato di scene perfette come quella in cui Flynt distrugge l’ipocrisia americana che combatte la pornografia ma si eccita per la guerra. O quello che è stato il suo ultimo, feroce film da regista, L’ultimo inquisitore, in cui Francisco Goya detiene quel ruolo di veggente che gli permise di creare opere ineguagliabili sull’atrocità e sulla bellezza dell’umanità. E poi c’è lui,Amadeus, il film che è stato il mio primo tutto: il mio primo film preferito, il film che mi ha fatto conoscere la musica di Mozart e il potere della musica in generale, il film che ha fatto di me una fanatica del Settecento, della moda, dei legami che possono esservi fra un’epoca e un’altra, perfino fra persone di quelle stesse epoche. Ricordo ancora adesso l’emozione fra una settimana e l’altra, quando in seconda media avevamo lezione di musica e la prof metteva su il VHS del film. Ci abbiamo messo almeno 3 lezioni a vederlo tutto, per ovvi motivi. E per me è stato un rito di passaggio: se guardo indietro, io vedo quel film come una sorta di sbarramento che separa un fiume in due parti.

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Miloš Forman, “Man on the Moon”, 1999
(Credits: Man on the Moon © Universal Pictures e altri 1996)

È la naturalezza del suo modo di fare cinema ad avermi sempre dato le vertigini, una naturalezza che può derivare solo da un concetto leggero della vita (nel senso che le dava anche Italo Calvino), da un concetto potente dell’arte (adoro questa sua citazione: “In arte, qualsiasi cosa tu faccia è politica”) e da un’assoluta libertà, pagata a caro prezzo personale. E mi rendo conto, leggendo commenti, lamenti e articoli, che non sono la sola ad aver avuto voglia di piangere e che quando un uomo sa essere veramente libero contagia un po’ tutti con la propria libertà. E sono molto, molto felice di averne goduto anch’io.

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Miloš Forman sul set di “Amadeus”

CC BY-NC-ND 4.0 Miloš Forman, l’artista libero by Cinema e Arte is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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