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L’ascesa di Skywalker e di Ben Solo

*Avvertenza. Questo articolo è SPOILER che più SPOILER non si può.*

Me lo ricordo ancora. Quel momento in cui ero nel divano con mio padre, a un’ora decisamente tarda per una bambina. E infatti lui mi diceva «Te staresti alzata tutta la notte per vedere ‘sti film, vero?».
C’è Luke che sta per cadere giù, è già senza una mano. E c’è Darth Vader che gli dice «Io sono tuo padre». Quelle quattro-parole-quattro mi segnarono per sempre. Cioè, il supercattivo per eccellenza padre del protagonista buono. Sono cose che a una certa età non sembrano possibili. E di conseguenza sono bellissime. Poi mettici anche l’orgoglio territoriale della me stessa adulta nello scoprire che la spettacolare voce italiana di Vader è quella del forlivese Massimo Foschi. Ma questa è un’altra storia (e si dovrà raccontare un’altra volta, come scriveva Michael Ende).

Questa sono io che fotografo gli ultimi (per ora) titoli di testa di Star Wars.

Alcuni anni dopo, costrinsi una mia carissima compagna di liceo a venire con me al cinema per vedere La minaccia fantasma. Ho sofferto io per lei. Ancora adesso, non riesco a guardare quel film senza sentirmi un po’ ridicola. Gli altri due prequel li vidi soltanto in televisione, con buona pace di George Lucas. Però devo ammettere che La vendetta dei Sith ha un posto un po’ più speciale non nel mio cuore, ma nella mia memoria. Vedere il percorso di Anakin arrivare alla fine e lasciare il posto al cammino contorto di Darth Vader mi diede un gran senso di frustrazione e allo stesso tempo di potere.

JJ Abrams, Star Wars: L’ascesa di Skywalker, 2019
Credits: Star Wars: The Rise of Skywalker © Lucasfilm, Bad Robot Productions 2019

E poi la nuova trilogia. È quella che ho vissuto “da grande”, con la consapevolezza che nel tempo Star Wars mi aveva lasciato dentro delle tracce sempre più evidenti. Per tutti e tre questi film, si è ripetuto il brivido alla comparsa dei titoli d’apertura, con la tonitruante musica di John Williams. Il risveglio della Forza mi piacque subito e sono fra quei pochi animali strani che amano Gli ultimi jedi. Ma devo ammettere che la ragione del mio affetto per questi film non è soltanto la nostalgia per uno spirito che nei prequel non avevo assolutamente percepito. È anche l’amore per un personaggio.

Ed eccoci a L’ascesa di Skywalker. Quando siamo arrivati a QUELLA scena, io ho alzato le braccia al cielo concedendomi anche un «Sìììììì!». Il mio uomo mi ha detto «Così è un po’ scontato…». La bimbaminkia che è in me gli ha risposto piccatissima: «Ma scontato cosa, ci hanno messo tre film!». Non ho fatto in tempo a finire la frase… che è finita com’è finita.

Ecco, questa coppia secondo me ci ha dato il finale di cui forse avevamo bisogno, ma che non meritavamo, tanto per sforare in un altro ambito nerd. Io sono la prima a considerare un po’ strane le ragazzine che si affannano a piangere per Ben Solo sui social (ma confesso che leggo i loro tweet con un certo perverso interesse). Ma io credo questo: una narrazione come quella di Star Wars, a dispetto del titolo, non è più da tempo una storia di guerra. È una storia di relazioni. È la storia di una famiglia, dei rapporti fra genitori e figli, della connessione fra i due lati di cui tutti noi siamo fatti e che ci conviene conoscere nella sua interezza per non farcene travolgere. 

(Sì: i leaks non mentivano.)
JJ Abrams, Star Wars: L’ascesa di Skywalker, 2019
Credits: Star Wars: The Rise of Skywalker © Lucasfilm, Bad Robot Productions 2019

Ho tifato per quei due maledetti fino alla fine. Quando ho visto Ben Solo abbandonarci così, ci sono rimasta malissimo. E ho pensato che sì, forse sarebbe stato scontato l’happy ending fra lui e Rey… ma anche no. Credo che l’influsso disneyano nel senso degenere del termine si misuri proprio da queste scelte. L’amore ha portato solo una gran sfortuna alla famiglia Skywalker, perfino ai suoi elementi più positivi. Ma è proprio l’amore a portare il vero equilibrio nella Forza e per questo sarebbe stato coraggioso seguirlo fino alla fine. Quanto sarebbe stato più interessante dare a un cattivo ragazzo redento la possibilità di vivere una vita difficile e tutta da guadagnare (ha giusto ammazzato suo padre), ma vera e umana? Io credo che ne sarebbe valsa la pena, soprattutto per quello che è il personaggio più bello di tutta questa nuova trilogia, quello di cui appunto mi sono innamorata. Merito in gran parte di Adam Driver, a cui basta fra tremolare un ciglio per dirci qualcosa di profondissimo. Quel sorriso, sì quel sorriso lì, è abbastanza indimenticabile e doloroso.

Il film ha dei difetti? Sì. Ma ha anche dei momenti potentissimi, anche visivamente: uno su tutti, quelle onde nere che si infrangono sui nostri eroi. È troppo veloce come già tutti dicono? Sì. Per quanto mi riguarda, avrebbe potuto e dovuto approfondire molto meglio alcune tematiche. Sarebbe stato meglio se fosse durato anche un’ora in più, perché queste due ore e mezza mi sono letteralmente volate. E quindi adesso mi rimane da sapere chi diavolo ha avuto il coraggio (o l’obbligo) di farsi ingravidare da Palpatine, o perché suo figlio abbia deciso di ribellarsi a cotanto padre. Oppure cos’ha combinato un abbastanza sprecato Lando in tutti gli anni precedenti. Ed è un peccato che questo “scontro finale” tra flotte nemiche (una specie di Dunkerque dello spazio) sia durato così poco, così come la nostra conoscenza di nuovi personaggi di cui forse non si sentiva l’esigenza. Ma quest’ultima la vedo come una conferma del fatto che più di tutto ci interessano gli scambi umani ed emotivi, e in particolare fra quei due che rappresentano le metà di un grande Uno, necessarie l’una all’altra.

Alla fine, io so solo che ho avuto il batticuore per almeno metà del film. Mi sono emozionata. Ero felice di vedere un ragazzo in sala vestito da jedi e con una spada laser di plastica in mano. Ma soprattutto non dimenticherò quel bambino, che avrà avuto più o meno la stessa età che avevo io quando vidi la trilogia originale, dirigersi verso la sala con i popcorn già pronti. L’ho sentito dire a suo padre «Ci siamo!». Questa trilogia è sua. In un certo senso, io la sto vivendo allo stesso modo. Star Wars è morto, viva Star Wars.

JJ Abrams, Star Wars: L’ascesa di Skywalker, 2019
Credits: Star Wars: The Rise of Skywalker © Lucasfilm, Bad Robot Productions 2019

CC BY-NC-ND 4.0 L’ascesa di Skywalker e di Ben Solo by Pantoscopio - Cinema e Arte is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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