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The Book of Vision – Intervista a Carlo Hintermann

Quando Giacomo Aricò di Cameralook.it mi ha parlato per la prima volta di The Book of Vision, ho pensato: “Ok, voglio assolutamente parlarne con il regista”. E così è stato. Ecco un piccolo assaggio: trovate l’intervista integrale qui.
Ringrazio tantissimo Carlo Hintermann per un’ora di continue scoperte e di nerditudine. E Cameralook.it per avermi dato la possibilità di intervistarlo!

Un fluire continuo fra vita e morte, amore e dolore, storia e presente. Questo e molto di più è The Book of Vision, il film diretto da Carlo Hintermann e prodotto da Terrence Malick che oggi venerdì 4 settembre aprirà come Evento Speciale la Settimana Internazionale della Critica nell’ambito della 77esima Mostra del Cinema di Venezia. La pellicola è interpretata da un cast internazionale che comprende: Charles Dance, Lotte Verbeek, Sverrir Gudnason, Isolda Dychauk, Rocco Gottlieb, Justin Korovkin e Filippo Nigro.

Il dialogo stesso con il regista di The Book of VisionCarlo Hintermann, è un fluire continuo: da Barry LyndonStar Wars, passando per i videogiochi e le graphic novel di Alan Moore. Questo approccio nerd nel senso più ampio e stimolante del termine ha contribuito alla creazione di un film che, nelle parole dello stesso regista, «vuole essere un omaggio alla forza inesauribile della vita e alla necessità di una continua rinascita». Ho avuto il grandissimo piacere di parlarne insieme a lui.

Carlo Hintermann, The Book of Vision, 2020
(Credits: The Book of Vision © Citrullo International e altri, 2020)

«Pagina dopo pagina Eva capisce quanto la storia di un medico del Settecento possa aiutarla a percepire se stessa come qualcosa di unico. Finalmente può scrollarsi di dosso lo sguardo di tutti coloro che vogliono decidere della sua vita: medici, genitori, amanti. Eva è come se fosse la prima donna sulla terra, guarda il suo corpo e capisce che solo lei può decidere del suo destino. Solo lei può ascoltare le voci del passato per mettere in discussione il presente». Questo racconta il pressbook di The Book of Vision. Quindi la prima domanda è: perché proprio il Settecento? Lo vede legato alla femminilità e alla sua attuale riscoperta?

La dimensione femminile è esattamente il punto di partenza. La prima fonte d’ispirazione è stato uno studio della storica Barbara Duden, che si interroga sul modo in cui il corpo delle donne è diventato una sorta di luogo pubblico, su cui chiunque può costruire un discorso. La Duden ha studiato gli appunti di un dottore tedesco della prima metà del Settecento, in cui emergono le storie mediche di centinaia di donne di ogni età e condizione. Il corpo era qualcosa su cui solo i pazienti potevano raccontare una storia e che non poteva essere semplice oggetto di investigazione. Dalle testimonianze vediamo che le donne concepivano il proprio corpo come “parlante”, non scisso dal resto della propria persona. Da qui è nata l’indagine di questo film. Il Settecento rappresenta proprio lo sfondo del collegamento fra medicina antica e medicina moderna, fra narrazione e investigazione del corpo, in cui si supera quella barriera della pelle che prima della chirurgia era quasi invalicabile. Allo stesso tempo, il XVIII secolo era anche un momento di tensione fra le spinte pre-illuministe e la tradizione animista della cultura popolare in cui la relazione con la natura era fortissima, soprattutto nella Prussia in cui è ambientato il film. Con il passare del tempo, è mancata la congiunzione fra queste due spinte, si è creata una cesura che ha inciso molto sulla storia europea. Quindi indagare la storia della medicina, il corpo visto dalle donne e l’animismo, che a sua volta ha una fortissima componente femminile, mi è sembrato un terreno di sperimentazione veramente interessante.

continua su Cameralook.it: http://www.cameralook.it/web/the-book-of-vision-intervista-a-carlo-hintermann-il-cinema-e-una-vertigine/

CC BY-NC-ND 4.0 The Book of Vision – Intervista a Carlo Hintermann by Pantoscopio - Cinema e Arte is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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