You are here
Home > Il Settecento al cinema (Page 2)

Royal Affair – Umanesimo contemporaneo

Nikolaj Arcel, “Royal Affair”, 2012Credits: En Kongelig Affaere © Zentropa Entertainments e altri 2012

Con il proliferare di film e soprattutto serie tv che prendono a pretesto epoche e costumi lontani (soprattutto sulla funesta scia de I Tudors), è veramente prezioso trovare una gemma come Royal Affair (2012). Ciò che più sorprende lo spettatore è l’assistere al racconto di una storia realmente accaduta. Chi

Ferdinando e Carolina: il Settecento italiano alle soglie del 2000

Qualche sera fa, durante i Mercoledì del Cuore forlivesi, i fantastici Sud Folk (giunti dritti dritti dalla Puglia) hanno suonato per il pubblico la cosiddetta Tarantella del Gargano: una sonata d’amore che scioglierebbe gli indugi di qualsiasi pulzella, anche in epoca contemporanea. E pian piano mi è tornato in mente

Marianna Ucrìa: la giusta indipendenza dei media

Come già anticipato, da ragazzina ero attratta da qualsiasi pellicola che presentasse un accenno di trine e merletti. Colpa senza dubbio di Amadeus, visto, vissuto, spasimato alle scuole medie. E ricordo che da giorni aspettavo di vedere in tv Marianna Ucrìa (1997) di Roberto Faenza, tratto dal romanzo La lunga

Il resto di niente: il Settecento e la globalizzazione

Antonietta De Lillo, "Il resto di niente", 2004Credits: Il resto di niente © Amedeo Letizia e altri 2004

È un caso che proprio gli anni 2000 abbiano conosciuto una nuova fecondità del legame fra cinema e pittura, e in particolare fra cinema e pittura del Settecento? Certamente no. Se all’interno del panorama delle arti visive occidentali la cultura estetico-sociale del XVIII secolo aveva visto maggior gloria negli anni

Amadeus: quando l’arte fa (indirettamente) scoprire la Storia

Dovuta premessa: questo articolo è una dichiarazione d’amore in piena regola. Nel 1984 (anno di nascita della sottoscritta, tengo a specificare) il regista ceco Miloš Forman mette in scena fra le strade di Praga (primo film di produzione americana a essere girato oltre la cortina di ferro, in piena guerra fredda)

Eyes Wide Shut: la pittura come operatore di coerenza

Stanley Kubrick, "Eyes Wide Shut", 1999Credits: Eyes Wide Shut © Stanley Kubrick Productions e altri 1999

Le relazioni pericolose fra il cinema di Stanley Kubrick e la pittura sono state scandagliate fino allo sfinimento (per una puntuale e molto affascinante sintesi vi rimando a Kubrick e il cinema come arte del visibile di Sandro Bernardi, Il Castoro, 2005). Ma oggi vorrei soffermarmi in particolare su Eyes

Don Giovanni di Joseph Losey: un ritratto della società

Joseph Losey (1909 – 1984) fu autore di grande coerenza estetica e conseguentemente politica: è noto che il suo “gran rifiuto” di collaborare con la Commissione McCarthy lo condusse ad autoesiliarsi in Gran Bretagna, dove trovò le condizioni per lavorare con ben maggiore libertà. La collaborazione instauratasi fra Losey e

Marie Antoinette: il Settecento è l’età contemporanea

Innanzitutto un consiglio, che vale per tutti i film in lingua straniera, ma per alcuni più che per altri: guardate Marie Antoinette in lingua originale. Gran parte della freschezza radiosa della pellicola si perde nel doppiaggio italiano. Molto di questo straniamento è da imputare al metodo esclusivo con cui Sofia

I fantasmi di Goya (e di Miloš Forman)

Il regista ceco Miloš Forman (al quale non posso negare una preferenza puramente affettiva) ha puntato l’occhio della cinepresa sul XVIII secolo per ben 3 volte: la prima con il pluripremiato Amadeus (1984), osteggiato dai musicofili per la presunta mancanza di rispetto nei confronti di personaggi storici; la seconda con

“Le relazioni pericolose”… fra donna e società

«Studiai i nostri costumi nei romanzi, le nostre idee nei trattati di filosofia, cercai perfino di capire quel che i moralisti più severi pretendono da noi e così mi resi conto di quello che si può fare, di quello che si deve pensare e di quel che bisogna apparire. Una

Top