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Pride + Prejudice + Zombies: astenersi snob

Ricordo ancora quando, ormai anni fa, mi imbattei in libreria nell’Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith. Mi colpirono parecchio due elementi in particolare: la copertina, che riportava il ritratto di una neoclassica signorina perbene con mascella completamente a vista, e il posizionamento del volume, rigorosamente nel settore per

Crimson Peak: la Morte e la fanciulla

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«Guardati da Crimson Peak». La piccola Edith naturalmente non comprende. Soprattutto non comprende perché la madre sia tornata dal mondo dei morti solo per dirle queste insignificanti parole. Parole che un giorno assumeranno un peso difficile da immaginare. Oltre ai consueti elementi della poetica a cui siamo abituati (insetti, orologi e

Due volti di Edith Wharton al cinema

Martin Scorsese, “L’età dell’innocenza”, 1993Credits: The Age of Innocence © Columbia Pictures 1993

Piccolo intervallo di vita vissuta: l’opera di Edith Wharton (1862-1937), primo Premio Pulitzer di sesso femminile, ha sempre costituito una vaga attrazione per me. Ricordo quando vidi per la prima volta la trasposizione de L’età dell’innocenza di Martin Scorsese (1993). Durante la visione pensavo: bene, quando si concretizzerà questo rapporto

Le relazioni pericolose fra arte e letteratura: i romanzi

Da appassionata lettrice e altrettanto appassionata di storia dell’arte, non ho potuto fare a meno nel mio recente passato di dedicare la mia attenzione a romanzi storici con artisti, realmente esistiti o meno, in veste di protagonisti. Come non pensare in primo luogo a La ragazza con l’orecchino di perla

M. Butterfly e il potere delle immagini

David Cronenberg, “M. Butterfly”, 1993Credits: M. Butterfly © Geffen Pictures 1993

È facile trovare in molte fonti documentarie cinefile gli incredibili accadimenti di M. Butterfly (1993). Avverto subito chi non avesse visto il film che io stessa cadrò volontariamente nella diffusa pratica dello spoiling: la Butterfly del titolo è un uomo. Nulla di strano, direte voi, la cinematografia queer è più

Nicol Williamson e l’essenza di Amleto

Non si può negare che il genio della letteratura a cui il cinema tira maggiormente la giacchetta sia William Shakespeare. Con risultati più o meno validi. In particolare, il suo Hamlet (The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark, composto fra il 1599 e il 1602) sta alla base di più

Anna Karenina (o delle occasioni sprecate)

Joe Wright, “Anna Karenina”, 2012 (Credits: Anna Karenina © Working Title Films 2012)

Dal momento che sono un’appassionata di film in costume (ho guardato anche il peggio pur di godermi qualche sprazzo di salto nel tempo), e soprattutto dato che Anna Karenina di Lev Tolstoj (1877) è forse in assoluto il mio romanzo preferito, ho deciso iersera di dare una chance alla trasposizione cinematografica diretta

Moulin Rouge! (ovvero: Del puro piacere)

Ho un rapporto personale piuttosto tormentato con i musical. Fin da quando ero bambina sono stata educata ad apprezzarli, da Jesus Christ Superstar a Rocky Horror Picture Show, e me li sono sempre goduti parecchio. Eppure, non è raro che di fronte ad alcune scene una vocina dentro di me sussurri: «era

BILLY è online!

Approfitto del mio blog per annunciare il ritorno sulle scene (ma scene web, questa volta) della rivista cinematografica BILLY: nata online nel 2009, approdata sulla carta nel 2010 e reincarnatasi in sito internet da pochi giorni, BILLY accoglie sotto la sua bandiera le personalità e gli interessi più disparati. Saremo felici

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