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“Ritratto di signora”: la femminilità (auto)negata

«Un tempo era stata curiosa, adesso era indifferente; eppure, a dispetto di quella indifferenza, la sua attività era più instancabile che mai. Sottile sempre, ma più bella di prima, non aveva acquistato molta maturità d’aspetto, eppure nel suo abbigliamento c’erano un’ampiezza e uno splendore che davano un tocco d’insolenza alla

“Il cigno nero” – Un’analisi non femminile del femminile

Essere donna è più complicato di quanto le donne stesse possano immaginare. Per non parlare dello stabilire di essere donna. La nostra Nina Seyers lo è soltanto a metà: pudica e goffamente elegante, sempre avvolta in tessuti pastello, occhi di fragile cerbiatta atterrita all’idea di veder piombare su di sé

La femminilità (fortunatamente) priva di significato: “Orlando”

«L’Amore, ha detto il poeta, è tutta l’esistenza della donna. E se guardiamo per un momento Orlando seduta al tavolo che scrive, dobbiamo ammettere che non ci fu donna più degna di quella vocazione. E sicuramente, poiché è donna, e anche una bella donna, e nel fior dell’età, non tarderà

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